Smart Home, c’è ancora confusione in Italia

Una ricerca condotta sulla popolazione europea rivela il rapporto tra i cittadini comunitari e le nuove tecnologie per la casa: per la maggioranza delle persone la smart home riguarda solo il futuro e non il presente, mentre più di un utente su dieci ha ancora dubbi su cosa sia questa rivoluzione.

Ancora dubbi sulla domotica

A fare il punto sulla situazione è l’ultima indagine promossa dalla D-Link, azienda leader mondiale nella connettività Wi-Fi domestica, che ha coinvolto oltre settemila persone in Francia, Italia, Germania, Spagna, Svezia e Regno Unito: il primo elemento che viene evidenziato dal sondaggio è che c’è ancora troppa confusione sulle potenzialità e le prospettive della smart home, soprattutto in Italia.

Solo una soluzione per il futuro?

Guardando nello specifico i risultati, si nota che quasi un quinto degli europei ritiene che una Smart Home sia riservata a coloro che seguono le tendenze tecnologiche, e che solo una persona su otto ritiene che la propria casa possa essere considerata “intelligente”. Ancora più alta la quota di utenti che confessano di non conoscere la “definizione” di smart home: sono il 16 per cento degli europei, mentre in Italia si supera il 20 per cento.

Ma la spesa in smart home aumenta

Eppure, ci sono varie tipologie di prodotti intelligenti e connessi che si stanno diffondendo anche nel nostro Paese, se è vero (com’è vero) che la spesa in domotica dovrebbe sfiorare i 300 milioni di euro nel corso di quest’anno; grazie anche al supporto che si ottiene su portali specializzati come Punto Luce Blog, gli italiani stanno iniziando a familiarizzare con l’installazione di vari strumenti e dispositivi interconnessi, con particolare predilezione per gli apparecchi legati alla sicurezza domestica.

Cosa comprano gli italiani

Come raccontato dallo studio di D-Link, infatti, gli italiani sono interessati innanzitutto da un sistema di videosorveglianza controllabile anche da remoto, considerata una vera e propria priorità, con un’attenzione maggiore rispetto alla media del continente per la protezione dei bambini e alle notifiche in caso di danni. Al contrario, i nostri connazionali sono tendenzialmente meno interessati ai sensori di fumo a favore del controllo di tende e tapparelle.

 

La classifica dei dispositivi tecnologici disponibili oggi sul mercato della smart home è così composta:

  • Videocamere di sorveglianza (71% in Italia, 78% in Europa)
  • Sensori di movimento (64% in Italia, 70% in Europa)
  • Allarmi da interno (63% in Italia, 71% in Europa)
  • Rilevatori di fumo (62% in Italia, 69% in Europa)
  • Termostati e termovalvole connessi (61% in Italia, 63% in Europa)
  • Allarmi per esterno (58% in Italia, 64% in Europa)
  • Sensori per porte e finestre (53% in Italia, 58% in Europa)
  • Baby Monitor (46% in Italia, 35% in Europa)
  • Controllo Remoto per tende e tapparelle (42% in Italia, 31% in Europa)
  • Sensore per le perdite d’acqua (38% in Italia, 25% in Europa)
  • Smart Switch (35% in Italia, 46% in Europa)
  • Smart Plug (33% in Italia, 43% in Europa)

Più scelta e informazione per la smart home

Secondo Stefano Nordio, Vice Presidente di D-Link Europe, quello che stiamo vivendo “è certamente un momento emozionante per la Smart Home, c’è più scelta che mai per una tecnologia in grado di migliorare e assistere a tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana”. Tuttavia, l’esperto sottolinea anche che “è chiaro che ci sono idee sbagliate su ciò di cui le persone hanno bisogno e su come possono rendere questi dispositivi più adatti a loro. È importante che le persone comprendano le opzioni disponibili, e i loro benefici, prima di investire in soluzioni Smart Home”.