Sicurezza Informatica, i dati sono sempre allarmanti



Non si arresta l’allarme sulla cyber security: anche gli ultimi report delle società specializzate segnalano dati in aumento, anche se migliorano gli strumenti difensivi.



Oltre 50 mila attacchi e 2.216 violazioni in 65 Paesi differenti di tutto il mondo: è questo il numero enorme analizzato da Verizon per la stesura dell’ultimo Report Dbir 2018, che fa il punto della situazione sullo stato della sicurezza informatica a livello globale. Rivelando, qualora ce ne fosse bisogno, che c’è ancora molto da fare.

Affidarsi a un esperto. Uno dei principali aspetti critici, oltre alla crescita dei crimini informatici e alle nuove “prede” degli hacker (che stanno prendendo di mira la sezione delle Risorse umane delle aziende per impadronirsi dei dati sensibili del personale), sta nella mancanza di una cultura della sicurezza informatica, che si riscontra all’estero e soprattutto in Italia, dove in molte imprese manca addirittura una figura di esperto in grado di prevenire o respingere in maniera efficace gli attacchi.

Gli strumenti difensivi. Allo stesso tempo, però, c’è una maggiore consapevolezza del fenomeno e dei suoi rischi, anche per l’attività di sensibilizzare sul problema eseguita in questi anni; uno degli effetti visivi è la diffusione dei sistemi di protezione, come ad esempio le SMS OTP API messe a punto da smshosting, che rendono più sicuro l’accesso alle proprie web application e alle Mobile App, lasciando in carico alla società di informatica la generazione e la verifica dei codici.

Lo studio di Verizon. Rivolgersi ad esperti è anche il consiglio che arriva da Laurance Dine, managing principal di Verizon Enterprise Solutions, che sottolinea come l’impennata di attacchi informatici  rappresenti “una spia d’allarme riguardo la mancanza di consapevolezza da parte delle aziende”, invitando queste ultime a collaborare maggiormente con professionisti dedicati e a prepararsi “ad affrontare le minacce attuali, estremamente pericolose”. Nonostante gli aspetti da migliorare siano tanti e diversificati, dice ancora il manager britannico, “e vadano oltre il coinvolgimento di professionisti della cybersecurity, certamente questi esperti sarebbero l’asso nella manica per sostenere queste realtà contro gli attacchi informatici”.

Poca sicurezza in Rete? Scende invece maggiormente nei dettagli dei rischi un altro studio legato alla sicurezza in Rete, ovvero il Rapporto sullo stato di Internet appena pubblicato da Akamai, nota piattaforma di cloud delivery di alto livello: anche in questo caso, il dato di fondo che emerge è l’importanza della condivisione delle informazioni nella difesa contro le minacce informatiche, insieme a statistiche utili per capire come fronteggiare il problema.

Akamai lancia l’allarme sul cryipto-mining. In particolare, Akamai mostra l’efficacia della sicurezza basata sul DNS, che viene potenziata dai dati provenienti da altri livelli di sicurezza, citando alcuni casi di successo nel contrasto alle azioni malvagie di malware e ransomware, a cominciare da Mirai, un particolare sistema criminale progettato per gli attacchi DDos. Tuttavia, lo studio segnala anche come l’aumento esponenziale di criptovalute ha portato a un notevole incremento nel numero di malware di crypto-mining e di dispositivi infetti, consigliando di prestare particolare attenzione in queste attività.