Fatturazione Elettronica, arriva anche l’ultimo via libera dell’Ue per l’Italia



Con la definitiva approvazione dell’Unione Europea non ci sono più ostacoli all’introduzione della fatturazione elettronica generalizzata in Italia: parte dunque il conto alla rovescia verso il 1 gennaio 2019, quando il sistema farà il suo debutto ufficiale al termine di sei mesi di rodaggio.



C’era attesa per la decisione del Consiglio Europeo, che nelle scorse settimane doveva esprimere una valutazione finale alla richiesta italiana di estendere a tutte le operazioni tra privati l’obbligo di utilizzare la fatturazione elettronica, con una data di partenza fissata al primo gennaio. La pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea del 19 aprile del via libera, dunque, è stato salutato con grande soddisfazione da tutte le parti interessate, confermando pertanto la strada ipotizzata dal Governo italiano.

 

L’Ue dà il via libera all’Italia

Per la precisione, il Consiglio Europeo ha approvato il 16 aprile 2018 la Decisione di esecuzione 2018/593, con la quale autorizza il nostro Paese a “introdurre la misura speciale di deroga agli articoli 218 e 232 della direttiva 2006/112/Ce relativa al sistema comune dell’Iva”. Tradotto in altri termini, questo significa i provvedimenti nazionali ricevono una investitura e copertura europea, superando l’ultimo ostacolo che si frapponeva dal punto di vista burocratico e confermando a pieno l’impianto ipotizzato, descritto anche nella guida di Danea sulla fatturazione elettronica obbligatoria, riferimento sintetico per capire le novità di questa rivoluzione.

 

Dal primo gennaio 2019 via alla eFattura per tutti

La prima, e principale, novità è che dal giorno 1 gennaio 209 entrerà in vigore in Italia l’obbligo della fatturazione elettronica obbligatoria generalizzato per tutte le cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati nel territorio italiano, anche se privati, come previsto dalle disposizioni contenute nella legge di bilancio 2018 (articolo 1, comma 909 e seguenti, legge 205/2017). Inoltre, già dal primo luglio inizieranno delle sperimentazioni in alcuni ambiti specifici: cessioni di benzina o di gasolio destinati a essere utilizzati come carburanti per motori; prestazioni rese da soggetti subappaltatori e subcontraenti della filiera delle imprese, nel quadro di un contratto di appalto di lavori, e infine servizi o forniture stipulato con una pubblica amministrazione.

 

Addio contestuale allo spesometro

Bisogna poi ricordare anche altre decisioni assunte nello stesso provvedimento, a cominciare dall’addio allo “spesometro”, in quanto è stato “abrogato l’obbligo della comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute”; inoltre, la normativa prevede un esonero speciale “dall’obbligo della fatturazione elettronica coloro che applicano il regime forfetario o il regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità”.

 

Le sanzioni per le violazioni

Non mancano ovviamente dei riferimenti alle sanzioni e multe che si applicano a chi non si mette in regola; nello specifico, “per l’omissione della fattura elettronica tra privati si applica la sanzione amministrativa prevista in caso di violazione degli obblighi relativi alla documentazione, registrazione e individuazione delle operazioni soggette a Iva“, vale a dire un ammenda che va dal 90 al 180 per cento dell’imposta, con un minimo di 500 euro ovvero in misura fissa, da 250 a 2mila euro, se la violazione non incide sulla corretta liquidazione del tributo.

 

Possibilità di ulteriori proroghe

A dare notizia e commentare l’approvazione del Consiglio dell’Ue è Fisco Oggi, la rivista telematica dell’Agenzia delle Entrate, che segnala come con la decisione del Consiglio Ue 2018/593 ricevono la copertura del diritto unionale le “disposizioni nazionali della legge di bilancio che introducono nell’ordinamento tributario italiano la misura speciale dell’obbligo generalizzato della fatturazione elettronica“. Interessante notare che, sotto il profilo temporale, “l’autorizzazione ha effetto dal 1° luglio 2018 al 31 dicembre 2021”, ma l’Italia potrebbe in caso di necessità chiedere una proroga della deroga, estendendone quindi l’efficacia temporale.